La voce nello strumento, lo strumento nella voce
"Ho sentito la migliore musica che avessi mai udito, sia al mattino che al pomeriggio, di tale delicatezza che avrei camminato per cento miglia in qualsiasi momento per sentire qualcosa del genere (…) La festa è stata celebrata principalmente con musica vocale e strumentale così delicata, così deliziosa, così rara, così ammirevole, così sovranamente eccellente da incantare e stupire tutti quegli stranieri che non avevano mai sentito niente di simile. A volte c'erano da sedici a venti cantori che cantavano tutti insieme sotto la guida del loro maestro o direttore, e al loro canto si aggiungeva la musica degli strumenti, dieci tromboni, quattro cornetti e due viole di straordinaria grandezza…"
(Thomas Coryat, viaggiatore in visita a Venezia nel 1608 durante i festeggiamenti in onore di San Rocco)
Nel XVII secolo, per celebrare con il dovuto fasto le ricorrenze civico-religiose e le funzioni liturgiche, era consuetudine ricorrere a molti musicisti che accompagnavano gli articolati rituali delle cerimonie, eseguendo sia musica vocale che strumentale. All’epoca, a Venezia, l'apparato musicale era di qualità eccelsa, comprendeva infatti i più rinomati maestri di cappella della basilica ducale e i più virtuosi cantanti, cornettisti, violinisti e trombonisti che si esibivano in omaggio ai Santi patroni e in occasione delle ricorrenze devozionali delle numerose chiese della città.
È in questo periodo florido che si instaurano indissolubilmente i legami tra cantanti e strumentisti: i virtuosi più richiesti erano infatti coloro che potevano imitare al meglio la voce umana, non tanto per quanto riguarda il timbro, quanto per la capacità di articolare le parole, di “parlare” attraverso lo strumento.
Ciò deriva dalla pratica in voga in tutto il Rinascimento di raddoppiare o sostituire con strumenti le voci di un ensemble vocale. Da questa prassi prendono vita veri e propri "duelli" musicali, dove voci e strumenti fioriscono le melodie con diminuzioni, variazioni, abbellimenti e trilli. All'inizio del XVII secolo, gli strumenti iniziano ad acquisire una propria autonomia, sviluppando uno specifico repertorio solistico e cameristico in dialogo con una o poche voci: è in quest'epoca che fiorisce il mottetto concertato.
Il programma proposto da Seicento Stravagante con il soprano Silvia Frigato è un excursus che ripercorre lo sviluppo delle interazioni tra voci e strumenti nel primo Barocco, attraverso l’esecuzione di mottetti concertati per voce sola, cornetto e continuo, diminuzioni virtuosistiche e letteratura organistica dei compositori più rappresentativi della scuola italiana.
Giulia Bolcato - Soprano
Seicento Stravagante:
David Brutti - cornetto, cornetto muto e flauto
Nicola Lamon - organo, cembalo e regale
Programma
Anonimo
Intonazione del Settimo tono
da “MS. 40615” ca. 1655
Nicolò Corradini (ca. 1585-1646)
Spargite flores - Soprano & Violino overo Cornetto
da "Mottetti a 1, 2, 3 e a 4 Libro primo” Venice, 1613
Giovanni Martino Cesare (ca. 1590-1667)
La Foccarina A 1 Cornetto solo
da “Musicali melodie” Munich, 1621
Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Canzon sesta
da “Fioretti Musicali” British Library, ms. Add 40080
Claudio Monteverdi (1567-1643)
Pulchra es
da “Sanctissimae Virgini Missa senis vocibus ac Vesperae pluribus decantandae” Venice, 1610
Adriano Banchieri (1568-1634)
O quam pulchra est, a dui parte uguali
da “Vezzo di perle musicali” Venice 1610
Biagio Marini (1594-1663)
Sonata per organo e violino o cornetto
da “Sonate, symphonie, canzoni… Op. 8” Venice, 1628
Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Toccata decima
da “Toccate e partite d’intavolatura, Libro II” Roma, 1627
Francesco Cavalli (1602-1676)
Cantate Domino
da “Ghirlanda Sacra” Venezia, 1625
Giovanni Paolo Cima (1570-1622)
Surge propera - à Doi Soprani in Ecco.da “Concerti Ecclesiastici” Milano, 1610
Vincenzo Pellegrini(1562-1630)
Canzon detta la Cassiodora
da “Canzoni de intavolatura d’organo” Venice, 1599
Tarquinio Merula (1595-1665)
Nigra sum. a 2. Canto e Violino
da “Pegaso opera l’undecima” Venice, 1640
Tarquinio Merula (1595-1665)
Gaudeamus Omnes. a 2. Canto e Violino
da “Pegaso opera l’undecima” Venice, 1640