Il cavalier del cornetto

Sulle orme di Luigi Zenobi Anconitano, virtuoso, poeta e gentiluomo

Seicento Stravagante Cavaliere del CornettoIl pittore milanese Gian Paolo Lomazzo, nel suo “Trattato dell’arte della pittura, scoltura et architettura” (Milano 1585) cita i più famosi musicisti del tempo. Vi erano il “concento delle voci” con Adrian Willaert e Gioseffo Zarlino, gli organisti Annibale Padovano e Claudio Merulo, i liutisti e i suonatori di lira, incluso Alessandro Striggio, i gambisti, tra cui spicca Riccardo Rognoni, ed infine i cornettisti tra i quali è annoverato “Luigi Zenobi Anconitano”.

Cornettista, virtuoso e poeta, Zenobi nacque ad Ancona attorno al 1547. Nel 1573 venne reclutato presso la corte di Alberto V di Baviera, dove era Maestro di Cappella Orlando di Lasso. Ivi acquisì il titolo di Cavaliere.

Nel 1589 venne assunto alla corte di Alfonso II d’Este a Ferrara, dove era attivo il famoso “Concerto delle Dame”, un ensemble di virtuose del canto che ispirò compositori come Luzzasco Luzzaschi e Luca Marenzio. Nel 1594 fu invitato a Ferrara a presenziare alle nozze di Eleonora d’Este con Gesualdo da Venosa. Lo Zenobi, pur godendo di ampia fama, non ha dato alle stampe nessun componimento musicale, ne tantomeno trattati di prassi e ornamentazione, come fecero invece molti dei suoi colleghi.

Il lascito più importante dello Zenobi, oltre ad una raccolta di poesie spirituali (Rime, 1589), è rappresentato dalla sua “Lettera” nella quale illustra le “qualità del musico perfetto”, prezioso testo di prassi musicale dell’epoca. Le qualità che deve possedere un buon cornettista devono essere similari a quelle di un buon soprano, il quale “ha l'obligo, e campo franco di passaggiare, di scherzare, e d'abbellire in somma un corpo musicale, ma se ciò non fa con arte, con leggiadria, e con giuditio, e noioso a sentire, duro a diggerire, e stomacoso a sopportare”, mentre “Quelli del leuto, e del Cimbalo, e dell'Arpa, si scuoprono nella dolcezza, prontezza, pulitezza et agilità della mano, nella Eccellenza della fantasia nel sonare con musica eletta, e contraponto da Maestro…”.

Per quel che riguarda gli strumenti a fiato lo Zenobi insiste inoltre nel curare soprattutto le sonorità delicate. Valenti sono i musicisti che sanno “suonare piano” e con grazia, come si usa nelle camere dei Principi. Il marchese Vincenzo Giustiniani ci offre una testimonianza delle qualità dello Zenobi: “Sono poi molti sonatori d'altri stromenti, che non sto a nominare, salvo il Cavaliere Luigi del Cornetto anconitano, che lo sonava miracolosamente, et tra l'altre molte volte lo sonò in un mio camerino sopra il cimbalo, ch'era ben serrato et appena si sentiva; e suonava egli il Cornetto con tanta moderazione e giustezza, che fece stupire molti gentil uomini che si dilettavano di musica, che erano presenti, puoichè il Cornetto non superava il suono del Cimbalo.”

Il luccichio dorato dei mosaici bizantini faceva eco alle lussureggianti sonorità dei consort strumentali e vocali, ubicati in diversi punti della basilica, e la dolce sonorità del registro principale dell’organo rinascimentale accompagnava le varie formazioni.

Il programma proposto prevede opere vocali e strumentali di compositori che evocano le vicende biografiche di Luigi Zenobi, ornate da diminuzioni, sia estemporanee sia scritte dai più celebri cornettisti della sua epoca, come Giovanni Bassano e Girolamo dalla Casa.

 

Seicento Stravagante:
David Brutti - cornetto, cornetto muto e flauto
Nicola Lamon - cembalo

Programma

Claudio Merulo (1533-1604)
Canzon prima “L’Olica”
da “Canzon di diversi per sonar…” Venezia, 1588

Giovanni Ferretti (ca.1540-post. 1609)
Dolci colli fiorit' a me si cari
da Il secondo libro delle canzoni a sei voci” Venezia, 1575

Cipriano De Rore (ca. 1515-1565)
Ancor che col partire - diminuito da Riccardo Rognoni
da “Passaggi per potersi esercitare nel diminuire” Venezia 1592

Annibale Padovano (1527-1575)
Ricercare del sesto tono alla terza
da “Il primo libro de ricercari a quattro voci” Venezia, 1556

Orlando Di Lasso (1532-1594)
Susanne un jour - dim. di G. dalla Casa
da “Il vero modo di diminuir” Venezia, 1584

Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613)
Canzon francese del Principe
da “Br. Mus. MS Add. 30491”

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Toccata per Spinettina e Violino
da “In partitura il primo libro delle canzoni” Roma, 1628

Luzzasco Luzzaschi (1545-1607)
Aura soave, A uno soprano
da “12 Madrigali per cantare e sonare” Roma, 1601

Luca Marenzio (1544-1599)
Madonna mia gentil - diminuzione di G. Bassano
da “Mottetti, Madrigali, et Canzoni Francese diminuiti” Venezia, 1591

Alessandro Striggio (1540-1592)
Invidioso Amor - diminuzione di G. Bassano
da “Mottetti, Madrigali, et Canzoni Francese diminuiti” Venezia, 1591

Adrian Willaert(1490-1562)
Io so che bien vivete, su testo di L. Zenobi
da “Motetti, madrigali et canzone francese” Venice, 1591

Giovanni Agostino Veggio
L’Accorta
da “Primo libro de madrigali, a quattro voci” Parma, 1575

Anonymous XVI c.
El Bissone
da “Manuscript, D-Mbs Mus.ms. 1503 h”